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giovedì, 03 luglio 2008

 

 

true love. La cosa più viva che mi viene in mente a questa fottuta ora nell'ufficio dellla notte.  true love detto in italiano sa di zozzo e cuore a forma di cuore. mi piace tanto l'america per la forza evocativa. è l'america che ho scoperto quando credevo che tanto mi mancava per scoprire il resto. e allora sei affamato e malato del  vivere poco,  ma nell'intensita di una beata ed eroica insoddisfazione.

viviamo nell'idea di aver scoperto. ti fermi e sai che forse non hai scoperto e che devi ancora scoprire. forse il segreto è vivere sapenso che stai scoprendo .

 

TRUE LOVE

http://www.youtube.com/watch?v=ISzVb33tH2U&NR=1

postato da: sixpack alle ore 22:37 | link | commenti (2)
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martedì, 01 luglio 2008

 

 

 

 

 

sto per uscire dall'ufficio della notte. vi confermo che non ho letto blow up perchè costa 5 euro. anzi non ho comprato blow up . ho saputo che sono stato stroncato. un libro che dopo 10 pagine svela l'inganno, sono un qualunquista oltre che fascista. la automobili nere stanno già cercando i tipi praticamante. mi sento onorato. mi paice quando le critiche dicono ovvietà perché non  parli a sottotitoli . so io quanto ho goduto a scrivere quel libro.

 

 

ne sto già scrivendo un altro, teste di cazzo. tenetevi casarini .

postato da: sixpack alle ore 21:01 | link | commenti (13)
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giovedì, 26 giugno 2008

 

*                    

*                   If I wanna be repeatedly shit on I'd go make Dutch porn

Se volessi che mi cagassero addosso ripetutamente andrei a fare pornografia Olandese

 

 

 

 

*                   You and me baby ain't nothin' but mammals so let's do it like they do on the   Discovery Channel

Io e te, baby, non siamo altro che mammiferi, perciò facciamolo, come fanno su Discovery Channel

 

 

Io amo questo gesto, le beau gest , cliccate se mi amate cliccate se mi odiate, cliccate se vi sono indifferente.

 

http://www.youtube.com/watch?v=CDFr9SwQ0cw&feature=related

 

l video del primo singolo Foxtrot Uniform Charlie Kilo, è la pronuncia in Alfabeto fonetico NATO di fuck

 

aint no cure for the new summertimes roman blues

 

rieccomi nel buon umore che mi contraddistingue e che ha fatto felice fior di scienziati del cervello oltre che persone senza cervello .soffro del morbo di bloodhound gang. Li adoro per come sono per come pisciano per come si sputano tra di loro per come  a milano hanno vomitato ai ragazzetti e ci hanno dato della  città della moda e cantato in onore  la canzone di dragostea.  Sono strafighi, sono nati in King of Prussia Pennsylvania

 

questo è uno scorcio da King of Prussia

 

una notte, e le altre notti dopo. Mi fanno ridere le loro frasi . un impeto di buon umore. L’inizio del buon umore .

 

 

1)leggevo di loro che si comportano da gente che non legge.

2)Purtroppo non so l’inglese da capirlo.  

 (dopo queste due frasi devi ridere, perché per me sono divertenti)

Ma in realtà i bhg sono fini. Nati a “king of prussia”

Quando leggevo il blog di guido prussica , due volte almeno

 

lo scorcio di king of prussia ivuol dire che i bhg vengono da un posto di merda, vuol dire che tutti noi veniamo da posti di merda. visto che nessuno tranne pochi che immaginiamo solamente  abita vive cresce in posti non di merda.

chi siete per giudicarmi, damo suzuki ha detto la verità nella dolcezza del nostro paese di merda,. chi sei anonimo che osi incensarmi  qui dentro nel mio fottutissimo blog da scrittore ? critichi il tipo premettendo che io però sono meglio...sento stupido patriottismo nelle tue parole ragionevoli. chi se anonimo che magari mi conosci e poi ti devo chiedere scusa coem insegnano le regolette tra persone risolte e di una  certa età voglio essere un bloodhound gang ad honorem e mettere il cazzo nella vasca del piranha

quando mi spoglio mi paice, capisci, mi paice quando mi spoglio. tu sei il pretesto per detestare qualcuno . .fa parte del gioco perché qui ci sono solo io che dico

 libero di dire quello che  voglio anche perchè molti stronzi di voi leggono e non lasciano commenti pur sapendo che ci soffro, luride teste di cazzo.

vi sfido tutto a wrestilng, evil jared a milano lha fatto.

Poi ho imparato pure che la loro  canzone pensylvania  è oggetto di una loro campagna per diventare inno del pensylvania. Cosa che fecero i newjerseiesi con born to run di springsteen

Sono una persona che teme molto il pubblico di springsteen, di base ci sono tanti leghisti tanti spirit nordici che translano il mito padano nelle strade a luci spente.  in azienda c'è una che si propaganda fan e cita la canzone Rosalinda , chiaro che ridi e pensi ai longobardi

 

Insomma sto meglio,. un umore a righe coem l’estate. Oggi vado cercare la foto famosa poi la lettera, anzi la scrivo ora  che sono di buon umore.

ora scrivo lettera, stanotte compre biglietti meat puppets

 

F come firenze U come udine C come catania K come kosenza

http://www.youtube.com/watch?v=fT45EhTIxqU

 

 

 

 

 

postato da: sixpack alle ore 15:22 | link | commenti (11)
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mercoledì, 25 giugno 2008

intervista a damo suzuki

tratta da www.sentireascoltare.com

 

e più precisamente dal link seguente

http://www.sentireascoltare.com/CriticaMusicale/ClassicAlbums/speciali/DamoSuzuki.htm

me lha girata mazz...

(ndr Più interessante delle mie, vale la pena leggerla)

- Damo, i giovani oggi sembrano costantemente annoiati. Quali credi siano i loro desideri, cosa stanno aspettando?

Sono sovraccaricati di informazioni. È un po’ come il cibo: se ne mangi troppo finisci col sentirti insonnolito e svogliato. I giovani con le idee chiare non si abbuffano; agiscono prontamente senza attendere un tornaconto e senza incappare nella noia. A dire il vero, non credo sia un problema circoscritto ad una particolare fascia d’età: è il problema comune ad un mondo che si trascina schiavo del Sistema che lo appesantisce.

- I più ti chiedono dei tuoi progetti futuri e della tua esperienza con i Can, ma hai realizzato anche 3 album con i Dunkerlziffer, cult-band a capo del movimento underground di Colonia; puoi riassumerci quel progetto?

Mi unii ai Dunkelziffer nel 1984. Cantavo con una formazione che comprendeva due tastieristi, un chitarrista, un bassista, due percussionisti e un sassofonista. Ci esibimmo prettamente in Germania. Eravamo tutti di Colonia. Siamo apparsi in qualche trasmissione televisiva. Devi sapere che dal 1982 alcuni studenti, artisti e punker avevano “occupato” la fabbrica in disuso della Stollwerk (industria produttrice di cioccolato) a sud di Colonia. Inizialmente la polizia tentò di sfollarli, ma alla fine il governo consentì l’utilizzo di quello spazio autogestito. C’era un' enorme sala della capienza di mille persone; tutte le pareti erano coperte di graffiti e c’era spazio per dipingere, suonare… c’era persino un club punk che apriva alle due del mattino. I Dunkerlziffer si esibivano regolarmente. Durò fino all’87. Fu organizzata una maratona musicale e toccò a noi l’ultima esibizione. Durante il concerto tutti i graffitisti cancellarono le loro opere con della vernice bianca. Potevi vedere il pubblico in lacrime. Quella fu, praticamente, la fine della scena underground di Colonia.

- Chi è stato, chi continua ad essere Michael Karoli (chitarrista e membro fondatore dei Can, morto di Cancro nel 2001) per te?

Uno tra i più grandi chitarristi di sempre. Potevi riconoscerne il sound alla prima nota. Fu molto felice di suonare nella mia prima tournée in Giappone. Disse semplicemente: “Sì, accetto senza pensarci su neanche un secondo”. La sua ultima performance la tenne ad un festival all’aperto, in Germania. Il giorno prima era stato ricoverato in ospedale ma, noncurante dei pareri medici, si unì a noi esibendosi con il respiratore. Morì troppo giovane, lasciando moglie e due figlie.

- La maggior parte dei testi rock trattano droga, storie d’amore distruttive, guerra, violenza, ostentazioni “machistiche”. Pare che il Male interessi più del Bene… Lou Reed sostiene che siamo attratti da ciò che ci arreca tribolazioni e sofferenza…

I testi, le lyrics, non significano nulla per me. Li associo tutt'alpiù alla classe politica che parla, parla, promette fino allo stremo e non rispetta nulla di ciò che ha detto. Inoltre, certi atteggiamenti da ”eroe del rock” non fanno presa su di me. Si tende a scadere nell’egoismo più sciovinista e a non far nulla di concreto per il “sociale”. Quel tipo di musica cantautorale, basata fondamentalmente sui testi, non fa parte del mio mondo.

- Esiste un/una cantante in grado di spezzarti il cuore con la bellezza della propria voce?

Se devo farti un nome direi Oumou Sangare, di Mali. Lei non è solo una straordinaria cantante, è anche un lodevole modello comportamentale: mentre la maggior parte degli artisti africani si trasferisce a Londra, Parigi e New York per incrementare il proprio successo, lei resta nella capitale di Mali, a Bamako, dove è attivamente coinvolta nella realizzazione di ospedali per bambini. Ecco, mi piacciono quelli come lei, che aiutano i meno fortunati.

- Artista ci sei nato o lo sei divenuto attraverso l’esperienza? Chiunque può essere un artista?

Non mi considero un artista. Se qualcuno pensa che lo sia per me sta bene. Cerco solamente di essere un buon essere umano, tutto qui.

- Se col dolore nascono i capolavori, allora qual è l’importanza del dolore nell’atto creativo?

Tutto ciò che accade lo vedo in realtà come un processo costante, dal quale è difficile estrapolare un momento in particolare. Sicché il dolore non mi tange. E magari non ho mai confezionato un “capolavoro”…

- Ti fa paura invecchiare?

Beh, è un processo naturale. Perché dovrei temerlo? Le vecchie generazioni hanno il compito di sostenere le nuove. Sono felice d’invecchiare e di potermi confrontare “on stage” con le nuove generazioni. Ho imparato molto dai giovani. Solo quelli che hanno scarse ambizioni temono di invecchiare, e ci vedo una forte ambizione nel volersi esibire davanti ad un pubblico con dei giovani come supporter.

- Mark E. Smith, leader dei Fall, ti ha dedicato una tra le sue canzoni più riuscite ( I Am Damo Suzuki , dall’album This Nation’s Saving Grace ). I più lo descrivono come un personaggio polemico e attaccabrighe. Ha definito Julian Cope “un idiota”, i Joy Division “un’altra band à la Bowie” e i Clash “una merda”. Ma di te canta: “Generoso…”. Come te lo spieghi? L’hai mai incontrato?

L’ho incontrato un paio di volte tanto tempo fa. Abbiamo passato dei bei momenti conversando assieme; ciò che esce dalla sua bocca è ciò che incorre a formare la sua visione del mondo.

- Ma in fondo esistono persone veramente cattive?

Ce ne sono, e molte! Quelli che si contendono il mondo e credono di avere Dio dalla loro parte… Quale Dio può accettare un uomo che bombarda un paese uccidendo dei bambini o che detiene potere sui mass-media e dirige un popolo a bacchetta? Questo genere di autorità è malvagia e repellente, è opera di Satana. Nomi come Bush e Berlusconi… non li accetto. Sciovinismo puro; sono stanco di vedere certi individui, stolti e arroganti al contempo. Mi fa piacere non avere nulla a che fare con loro.

- E dei tuoi figli che mi dici?

Dovresti chiederlo a loro. Il rapporto coi miei figli è meraviglioso, ma non saprei dirti che tipo di padre sono. Parlo con loro come se fossero degli amici. Agiscono secondo la loro coscienza e gli auguro di poter preservare sempre questa libertà.

- A questo punto è d’obbligo chiederti cosa ti commuove…

Mi commuove vedere i sorrisi nelle facce del pubblico quando mi esibisco. Sai, piango solo per la felicità.

- Se la maggioranza del mondo impazzisce, cosa capita ai sani di mente?

Credi che Dio permetterà ancora per molto che sia il Male a controllare il mondo? Siamo dominati da gente che crede di potersi paragonare a Lui, perciò ti dico… questi idioti non dureranno ancora a lungo.

- Quale credi sia stato l’insegnamento del kraut-rock? È possibile definirlo musica pop(olare)?

Non sono interessato a parlarne; è solo una categoria creata dalla gente. Odio le categorie: rimpiccioliscono il mondo e reprimono la libertà dell’atto creativo. Può essere una risposta dura ma per me esistono solo due tipi di musica: quella buona e quella cattiva.

- Qual è la musica cattiva, dunque?

Quella basata sul capitalismo. Non fraintendermi: la musica cattiva può venire anche dall’India… dappertutto. È senza cuore, un semplice prodotto. Per me la musica è un processo. Del rimanente (musica fatta per soldi, ecc…) non mi curo affatto.

- Cosa pensi di quelli la cui vita è cambiata dalla lettura di un libro? Ti è mai capitato?

Mai. Leggere è uno dei modi più divertenti per trascorrere il tempo. Ma a cambiarmi sono state le esperienze derivate dal mio tanto viaggiare e le persone che ho incontrato lungo quei viaggi.

- Cosa ti rende veramente furioso?

La politica imperialista della Gran Bretagna e quella fazione filo-fascista che avete in Italia. Le posizioni di entrambi questi paesi s’equivalgono. Una persona che detiene un certo controllo sui mass media non dovrebbe diventare Presidente del Consiglio. Ma una soluzione giungerà… è il mio augurio per voi. Tornerò in Italia quando la scena politica sarà cambiata. Il vostro paese è meraviglioso: grande cultura, grande storia, cucina deliziosa; avete così tanti elementi affascinanti. Ma questa feccia di politicanti mi fanno una bruttissima impressione. Dovrebbero essere destituiti. Siamo nel ventunesimo secolo ragazzi! Non abbiamo bisogno di uno stile governativo tipo Impero Romano… La Gran Bretagna è uno schifo! Hanno un buffone come Primo Ministro! Non necessito di nessuno sopra di me, tranne Dio. Non mi piace considerare nessuno inferiore a me. Sotto la volta dei cieli tutti dovremmo essere uguali. Vale anche per le religioni: nessuna di esse è veramente messaggera di Dio: ricavano denaro dal suo nome e dove persiste il materialismo, lì Dio non c’è.

- La tua maggiore certezza?

Dio, innanzitutto. E mia madre, che m’ha dato la vita.

- Hai qualche particolare modello comportamentale?

Mi ritengo un anarchico non-violento. Certo, è impossibile tenere unito uno Stato sotto il vessillo dell’anarchia. Il fatto è che il mio corpo è il mio unico Stato. Non appartengo a nessun luogo e al contempo sono di casa dappertutto. Odio ogni forma di violenza: essa genera l’energia negativa che ha fatto ammalare il nostro mondo. Non sono un egoista: vorrei semplicemente vedere tutti con un bel sorriso stampato sulla bocca e senza la repressione spesso esercitata dall’autorità.

- Come ti relazioni col concetto di morte?

Niente più spirito, niente più corpo: ecco cos’è. Assenza. L’unico processo che ci rende tutti uguali; per me è una celebrazione. Tutti su questo pianeta nasciamo, così come moriamo: nudi. Se nasci povero la tua sarà una vita dal futuro incerto; se nasci ricco ti spetta un futuro di lusso. La morte non aggiunge niente a nessuno. Perciò è giusto che esista una situazione di questo genere che alla fine ci rende veramente tutti uguali.

- Qual è l’aspetto più straordinario dell’essere un artista?

Proseguendo con le mie tournée sonore vedo tante facce nuove, mi esibisco con sconosciuti che poi diventano amici. Ci sono così tante atmosfere positive ed appaganti quando suoniamo! Nel momento in cui creiamo una dimensione spazio-temporale attraverso la musica, è come se dessimo vita ad un paese nuovo di zecca, fondato sulla libertà e la pace.

postato da: sixpack alle ore 11:23 | link | commenti (10)
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martedì, 24 giugno 2008

 

 

non ho mai preso i funghi. ne ho avuto la possibilità. paura perchè in indonesia ero solo. i turisti mi dicono stai attento. devi stare bene e se sei solo non sai come reagisci, se no ti vengono gli incubi. non credo stessi bene. più che agli incubi avevo paura che mi sarei spogliato per andare dai poliziotti militari col coltello di sandokan. all'aeroporto., c'è scritto a llot of foreigner living in our jails. e poi altre frase ironiche sulla droga.  perchè sono sempre ragionevole, tranne qualche secondo della mia vita? i funghi me  li voleva vendere uno di una pensione, me li voleva vendere anche un altro, possono denunciarti alla polizia locale visto che sono tutti parenti e avidi di dollari. i primi giorni cagavo nei sacchetti perché non credevo che solo col secchio potessi battere la mia quantità. gli indonesiani sono piccoli e solo un secchio d'acqua è alla loro portata. non ci sono i cessi con loscarico automatico, solo dei secchi. l'indonesiano assomiglia all'italiano. è una lingua inventata a tavolino. i funghi sono fondmantali nella loro cultura . le figure sinuose di artigianato tipico, per gli effetti,  il pugnale di tutti quelli che comandano in indonesia si chiama kriss. loro invece si chiamano lattina, il loro pezzo si chiama fungo.

ripetono spesso  guardo i cieli sono rossi

 

http://www.youtube.com/watch?v=N8RzLdf34Ow

 

postato da: sixpack alle ore 16:23 | link | commenti (2)
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Va meglio. sto meglio, sono meglio, la scoperta

Ascoltiamo il silenzio. Ascoltiamo il silenzio. Ascoltiamo il silenzio. Ascoltiamo il silenzio.

Sto meglio quando vedo il silenzio, le forme che prendono vita, il mondo è dentro, ascoltare in silenzio.

 

 

postato da: sixpack alle ore 12:39 | link | commenti
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lunedì, 23 giugno 2008

 

Quando non puoi chiedere al sistema, perché significa compromettersi . il sistema ha le speranza di svolta  che vorresti raccontarti e raccontare in giro. E’ questo  il confine entro il quale la democrazia è solo una  parola, mi sono affidato al sistema, tempi di esposizione momenti di gloria inseguiti.

Non reggo i profumi altrui, dal dopobarba al profumo, maschile ma forse anche femminile. Malessere, vedere sempre lui che non voglio  neppure più nominare per non entrare nel serial contro di lui, e pensare vedere sentire attorno il regno impero del nulla che lui ha creato, non va bene che esista, in tutte le culture il diavolo esiste. Ha giurato sulla  testa dei suoi figli di non essere colpevole, il più grande evasore d’europa. Del mondo. le anime criminali, i veri cattivi, quelli che non riesco a provare emozioni contro se stessi per il male fatto ad altri , i criminali nel cuore vivono più di altri, la media di qualsiasi criminale di guerra è elevata.  Uno si ammala di malessere di dolore, quando le emozioni negative lo insinuano. L’altra volta avvistato allo stadio, sui giornali inglesi quel’ex-macellaio di uomini  croato di 95 anni in perfetta salute.  Il nano ha più di 70 anni, senza  bisogno del lifting, la sua energia demoniaca per imporre la sua ragione , soffocare sul nascere i dubbi dei giovani, dei ragazzi  cosiddetti buoni, pervasi da insano ottimismo.  Pure i miei amici sanno che il contesto divertimento mi fa allontanare, mi fa quasi paura perché c’è uno spettro di spensieratezza che in qualche modo mi riporta  al clima dittatoriale che viviamo e mi soffoca, c’è tantissimo lui nei miei pensieri, un’italia che sa farmi male dentro, lo vedo ovunque lui e il suo impero dei sorrisi, quasi che lo inseguo,  deduco spesso chi attorno a me può averlo votato, sui 30 anni, nordico, con la lingua  inglese probabilmente parlato discretamente. e la spensieratezza, le vacanze programmate per benino già a febbraio, fidanzati ma che se c’è una  carina in ufficio, anzi maiala come si dice in italia tra i maschietti e le donnine, ci sta l’operazione simpatia, già perché nel paese perfetto che stiamo  diventando l’indole italiota vuole  che se non rompi  il cazzo alle fighe sei un marginale. Sono molto stanco e lui riesce a far sì che pure ora parlo di lui. Tra i titoli che ho pensato per il prossimo libro ce né uno in cui c’è pure il su cognome. Stamattina invece ho digitato “re nudo” su google image per cercare locandine del festival al Lambro, ma  è comparso di nuovo. E’ troppo.  

 

postato da: sixpack alle ore 11:37 | link | commenti (3)
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venerdì, 20 giugno 2008

 

Ieri notte ho inquadrato il mondo in cui sconfinerò ogni mio limite del dopo six pack. sono entusiasta perché è un teatro molto vasto e  pieno di ispirazioni, si sposterà il mondo. mi gorgogliava la pancia. erano le 4 e mezza di mattino. inquieto e alla ricerca della soluzione e poi mi viene in mente tutto. qualche ora prima sfrecciavo nella città dei taxi e ne battevo parecchi. quando pedali e vinci nella città dei suv ti senti semideo. e poi allo specchio mi accorgo di essere molto più grosso. e poi l’illuminazione. quelli hanno le scarpe da ginnastica e calpestano i piedi sul selciato per farsi inquadrare dal nemico. Ancora no time roman . parole più fitte. stanotte ho avuto un incipit.

 

 

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postato da: sixpack alle ore 13:45 | link | commenti (4)
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giovedì, 19 giugno 2008

 

post aggiornato e rivisto alle 14.43, da rileggere ...

radiohead all’arena civica. Bello lo scenario, lo stadio degli anni venti, la gente che chiede permesso, pure io ero più ecologista ho buttato nel secchio la bottiglia di plastica. Senza mega schermo, uno piccolino. Vedevo i metri di capelli del chitarrista. Li osservavo e pensavo che erano delle mezzeseghe e  che fosse un loro diritto avere un suono. Hanno pure loro cominciato da una stanzetta la rivoluzione silenziosa, avranno combattuto un qualcosa per esprimersi. No times roman ma verdena 9, 5. sarebbe bello poter entrare allo stadio arena e guardare il mitico tramonto di milano. diventa tutto rosso. Il pubblico dei concerti di radiohead è pacifico, lo devi diventare perché se no che  vai a fare lì. Non li conosco bene, sarebbe bello che loro diventassero easy listening per vedere sparire ciò che irrita. È un mio vezzo lo so. Però come ho già detto mi piace l’idea che un giorno per rilassarmi vado ad ascoltare un po’ di trapano. La cosa che più mi ha colpito del concerto è stata la fuga verso il prato sotto il palco. fantastico e applaudivo, mi eccitano quelle fughe, riproduzione  pacifica delle fughe da berlino est, senza i vopos che sparano però , la polizia era in pace e solo qualche frustrato con la pettorina  gialla si incazzava. Che te ne viene mi chiedevo, intanto mica ti vede il capo. E quando fuggivano mi esaltavo. Poi facevano il salto dell’ultima transenna e il più mitico è caduto ma si è voltato verso la gradinata che ha fatto goal, grandi applausi. Tutto giovani e più elastici di me, io non è che ci tenessi a farlo, però le ho chiesto se volesse, mi sarebbe piaciuto fare una  cosa così adrenalinica solo per lei. In qualche modo saremo riuscito a scavalcare e a correre come  dei ragazzini mentre i poliziotti in fila ti guardano e fumano. Però quando avevo la loro età mi hanno arrestato due volte. I poliziotti della gendarmerie,  francesi. Ero giovane appunto. E ieri mi avrebbe imbarazzato correre via da un poliziotto che non mi inseguiva e soprattutto chiedergli il dai fammi passare. per di più non sono fan vero. Per i rem potrei farlo però, perché dalla  gradinata non si vede un cazzo. Che c’è da vedere dei rem ti chiedi. Michael Stipe è un assicuratore impazzito , mike mills il bassista è il sosia di bill gates, vado a vedere i rem con la consapevolezza che il krautrock è la vera musica, mica la cianfrusaglia travestita da rock che sono in grado di andare a vedere. Mi obbligherò a mettere il cuore al concerto dei meat puppets ,  il cuore non puoi certo metterlo per gli 11  stronzi, li vedi atteggiati , italioti cazzuti, buffon è quello che più mi dà fastidio mentre canta il suo inno e gronda sano sport e coraggio combattivo del soldato d'italia quale si inventa per la plebaglia psicopatrittica del  mio paese, lui e pure la neoliberista di sua moglie. E ciò che rappresenta. Mi sta simpatico slaven bilic il ct, mi piaceva quando giocava e che ha avuto il coraggio di dire che la musica nazionalista di mark perkovic thompson lui lha messa nel ritiro per caricare i suoi. Senza rinnegare ne dire mi spiace, io detesto il nazionalismo e l’idea croata, ma quelli sono un popolo giovane e vero e ci spaccano il culo, per di più bilic non è niente, oltre che un ricco che vive a londra. se guardi scheda tecnica di calciatori croati c'è scritto che sono quasi tutti scappati da piccoli per la guerra etnica e che ad alcuni sono stati uccisi i parenti. Mi piace molto “a Cassano”, lui rappresenta un ‘italia come  la vedo io. E’ creativo e quelle cose lì, piccolo, denutrito,  affascinante Cassano, a cominciare dal gel come se lo mette. Lui rappresenta il paese come lo voglio lo vorrei  i giovani. Non sopporto la gente gonfia, la mano sul cuori mi irrita. Lo fanno gli altri popoli , più naturalmente patriottici, per motivi storici recenti e plausibili, o per indole. Gli italiani hanno dimostrato nella loro storia passata e recente e pure nel presente di essere di indole codarda, che non è un difetto se ne sei consapevole. Vedere quella mezzsega di Ignazio la  Russa bearsi in mimetica è uno spettacolo indegno  . Il suo amico mussolini è il capo dei codardi. Pure il suo amico Re è stato un codardo visto che l’8 settembre è scappato dala sua italia di merda nel disastro, però siccome gli italiani sono un popolo di merda non lo sanno, lasciano correre, accettano, odio quei tifosi di merda che vedi allo stadio della nazionale e anche nelle case che cantano quel inno di merda, con le parrucche tricolori e la mano sul cuore, siamo dei codardi, l’inno è una futile marcetta. Siamo un popolo di sottomessi. Quest’italia avariata che si è diffusa e si diffonde ovunque. Oggi è una bella giornata, per festeggiare l’estate mi sono messo la mitica maglietta righe, senza maniche, quella della marina russa, pure gli omon gli spetznaz ce hanno e pure dassaev il ceceno con la barba ce lha. E’ fin dai tempi dalla potemkin che se la mettono.

 

 

 

 
 
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martedì, 17 giugno 2008

 

Difficile non innervosirsi quando senti la risata per finta. Ora c’è il desiderato silenzio. Sto pensando alle cose mie da dire. Ieri ho sentito di un certo vargas llosa e dei suoi periodi senza punteggiatura. Lo stile è importante, me ne devo fregare, la teoria è questa, non so. La pratica. Le voci che dicono cose attorno. Alle 20 .45 spariranno tutti per fortuna. Piove chiaramente. Di sicuro gli eroi non usano l’ombrello. E’ quello che in qualche modo cerco. Forse devo abbassare la voce. Parlare di spazi e di confini che non vedi. Milano limita la vista. L’aria nuova, ci sto provando per me. Cerco quello. Cerco quello. Mi telefona. Il telefono si collega all’altro parlante del computer, fa contatto, fa krkrkrkrk. Cerco quello. Non c’è da dire,  mancano gli spazi. Detestare, detestare ti porta a fare, ad avere la presunzione di rimarcare. 

postato da: sixpack alle ore 18:18 | link | commenti (1)
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